Una Roller di nome Fenice
Se mi dovessero chiedere chi sono, non mi basterebbe un libro intero… e questo non perchè io sia logorroica, ma semplicemente perchè ogni parola sarebbe riduttiva. Narcisista? Forse un po’, ma chi non lo è?
La mamma mi diceva sempre “Se non piaci a te stessa, come puoi sperare di piacere agli altri?” e questa semplice frase mi ha aiutata a crescere e osservare a fondo ogni cosa, a partire da chi sono davvero.
Così, per iniziare e rompere un po’ il ghiaccio, forse è bene che io spieghi il mio nickname: Fenice non è per me soltanto una parola, ma proprio uno stile di vita. Mi piace sentire l’odore delle ceneri della mia fine e trovare lo stimolo per salire in alto, più in alto di prima.
Nel Poker tutto ciò si riflette nel mio stile di gioco, ho la pazienza di un santo e la forza di un’amazzone, ma soprattutto la voglia di lottare anche quando sembra che non ci sia più speranza.
Se anche rimango con una sola chip non andrò in all-in al buio, se mi vuoi buttare fuori dal torneo ti devi guadagnare la mia sconfitta. Io rimango viva e carica di energia fino a quando non sferrerai contro di me il tuo colpo finale. E soprattutto lotterò con tutte le mie forze.
In fondo, sono un’inguaribile ottimista: lo ero da bambina, quando giocavamo a poker a Natale e con il mio tris di 2 riuscivo a riempire il salvadanaio e lo sono tutt’oggi, quando riesco a regalare il mio sorriso migliore anche dopo un bad beat.
Erano anni che ero digiuna di carte, quando nel 2007 i miei amici mi portarono con loro a fare un torneo di Texas Hold’em in una poker room della mia città. Conoscevo le regole, ma tutto ciò che stava dietro a questo meraviglioso sport era per me ancora un mistero. Dopo tre ore spese a sudare al tavolo, ho iniziato a capire. Non era tutto lì, c’era un mondo da scoprire, e io ero curiosa più che mai.
Vedevo le persone guardarsi a fondo negli occhi, le mani che tremavano anche se in palio non c’era certo un milione di euro, i sospiri di chi sente il cuore che sta per esplodere… ed io ero lì, sommersa dall’energia che mi circondava e inconsapevole che quella partita mi avrebbe cambiato per sempre la vita.
Non sei tu che scegli di innamorarti del Poker, è lui che sceglie te: mano dopo mano, partita dopo partita l’emozione non cambia, ma anzi si fa sempre più intensa. Ti entra nelle vene, senti qualcosa nello stomaco che non si può spiegare, hai l’impressione che il mondo oltre il tavolo per quell’attimo non esista e ti senti viva come mai avresti pensato di poterti sentire.
Così ho iniziato a studiare, osservare, capire… ma soprattutto giocare, che è diventato per me essenziale quanto l’aria che respiro. Noi donne viviamo di emozioni, ecco perchè amiamo così tanto metterci in gioco sui tavoli da Poker. Lì si entra in una nuova dimensione, è tutto così imprevedibile, ogni sensazione viene amplificata per mille.
È arrivato il momento di spingermi oltre, ora con il Poker Roller Team intraprenderò questo nuovo cammino, una sfida che non mi spaventa ma mi fa tremare dall’emozione.
Io sono pronta, mi troverete sui tavoli live ed online nella veste di Fenice… e voi siete pronti a sfidarmi?
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